Blind Guardian - Noldor (Dead Winter Reigns)
mercoledì, 30 maggio 2007,09:48
Ehm! No, non sono morto (tiè). sono ancora vivo e vegeto, tuttavia non ho molto tempo per scrivere a causa del tremendo und abominevole esame che mi attende: ANATOMIA PATOLOGICA! ossia, come massacrare impunemente un povero studente. Vabbè, il colloquio è l'8 e l'esame il 26.. quindi penso che per un altro mesetto non so quanto scriverò o quanto leggerò altri blogs.
Ciao a tutti!
venerdì, 11 maggio 2007,22:24
La luce filtrava dalle tende, cercando di sfuggire alla prigionia di quelle quattro mura. All'interno della stanza, chino sul suo pianoforte, il musicista sembrava come assorto, lo sguardo fisso verso il nulla, le dita che ritmicamente battevano nel vuoto, come in cerca di un'ispirazione.
Ogni tanto, mani confuse premevano i tasti - un'alchimia sconosciuta ai più regolava la posizione al suono, alla immota e quasi fredda perfezione di si bemolle, la, fa diesis e via dicendo. Ogni pressione, ogni singolo rumore, riecheggiava nell'ambiente per qualche secondo, per poi disperdersi: solo alcune di queste note venivano catturate, prese dall'artista e immortalate come puntini lungo linee prestampate. La stragrande maggioranza delle note veniva tuttavia scartata - il suono poteva essere troppo grave, troppo acuto, o più semplicemente non poteva rispecchiare l'armonia che sarebbe dovuta emergere dalla composizione.
Gli occhi del pianista guizzavano qua e là, senza focalizzarsi mai su qualcosa di preciso. Per lui quel gesto era quasi naturale: era come se l'ispirazione fosse lì, come se potesse quasi seguirla con gli occhi, tra le tazze di tè ancora sporche poggiate sulla scrivania, oppure tra i piatti ancora da lavare dimenticati su qualche tavolino.
Niente da fare. Quella sera l'ispirazione non c'era. Ogni nota sembrava disarmonica, come il frastuono di un tir in un'orchestra; ogni volta che la mano colpiva la tastiera, lo faceva con più violenza, come se potesse scaricare la rabbia contro quell'oggetto.
Lo sapeva, l'aveva sempre saputo, che ci sono momenti no, momenti in cui, per quanto potesse essere bravo nel suo campo, nessun artista poteva trovare il modo di continuare. Sentì una fitta al petto. Dov'era finita la gioia di inseguire quella effimera idea? Dov'era quella follia di poco prima? La spensieratezza, la voglia solo di seguire il proprio stimolo? Nulla - attorno a lui solo il vuoto, il silenzio delle ultime eco che si spegnevano qua e là.
Si fece forza di nuovo. Doveva continuare - Guccini diceva che "se son d'umore nero allora scrivo, frugando dentro alle nostre miserie": se non altro per "affinità" intellettuale fra artisti, doveva farlo. Sentiva che le note suonavano male quella sera - come se non ce ne fossero per esprimere i propri sentimenti, come se non esistessero parole per afferrare i suoi più astrusi pensieri. Ma sentiva anche che la musica avrebbe avuto la solita funzione di catarsi, di liberazione di un peso.
"I am the play-write and You are my Crown, make me cry for your love like you've done many times, so I know I can't write these Storylines without you, Lady Pain.."
Sapeva che per gli ascoltatori sarebbe stato difficile capire il perchè di quella musica così cupa, così pesante, quasi funerea - d'altronde, proprio del funerale della sua anima si trattava.
Sapeva che ci sarebbero mille e ancora mille piccoli momenti di gioia per ritrovare quel sorriso: la felicità è fatta di poche cose, di tramonti, di sorrisi, di notti di pioggia passate a guardare le stelle, di ginocchia sbucciate, di sabbia tra le dita, di parole non pensate ma dette col cuore.
Sapeva che quella sera, a differenza di tante altre, non ci sarebbero stati sogni per lui - solo il buio della notte e il suo freddo, austero silenzio.
domenica, 06 maggio 2007,19:26
Come proposto da Rain, a voi i miei 5 libri "più". Non necessariamente i libri più letti, nè i preferiti, ma insomma quelli che mi hanno dato la mia attuale forma mentis e che in parte hanno anche contribuito a plasmare il mio stile di scrittura.
5. Samuel Beckett - Waiting for Godot (Aspettando Godot)
A parte per il fatto che rappresenta il mio primo anno di teatro in francese (anche se la mia parte era un'altra - Estragon era Edoardo "Gatto" dei Nanowar, che bei ricordi!), Aspettando Godot rappresenta un'opera teatrale sulla vita umana, in cui cerchiamo tutti qualcosa che non sapremo mai cosa sia realmente, nè se mai arriverà. O forse no.
4. Friedrich Wilhelm Nietzsche - Der Antichrist (L'Anticristo)
Aaaah, l'Anticristo. A dire il vero, forse questo posto lo meritava di più l'Also Sprach Zarathustra... è un libro che ha segnato per me la svolta da "della filosofia non me ne frega una mazza" a "io sono l'Oltreuomo MUAHAHAHAHAH!" o qualcosa di simile. In realtà non è vero, perchè già l'anno prima leggevo Kant e Kierkegaard come fossero romanzi Harmony (ossia facendomi due palle così), però è stato il primo libro di filosofia che ho sentito "mio", nel senso che capivo il significato, che potevo intuire il senso celato otre alleparole e via dicendo.
3. Douglas Adams - The Hitchhiker's Guide to the Galaxy (Guida Galattica per Autostoppisti)
Ah beh, c'è bisogno di spiegarlo? La Guida Galattica è la summa di due cose che adoro - la demenzialità e la filosofia. Demenzialità, non penso di doverla spiegare (andatevi a rivedere la strip n° 42 di Paint It Black per capire di che parlo); filosofia, per l'idea della ricerca della Risposta alla Domanda Fondamentale che è un pò il senso della vita stessa, e peraltro perchè (sarò l'unico a pensarla così, probabilmente) mi fa sorridere il fatto che alla fine la risposta è qualcosa di totalmente incomprensibile, come a dire che non bisogna cercare di capire queste cose perchè sono al di là della nostra immaginazione. e poi perchè quarantadue, ecco.
2. Umberto Eco - Il pendolo di Foucault
Un romanzo che ha del fantasy nel mondo reale. Un romanzo che è la formazione di un individuo in senso morale, religioso, politico, e via dicendo: un romanzo che in fondo rappresenta tutto e niente. L'ho letto decine di volte, e ancora non ho capito se Casaubon e soci hanno inventato il Piano e i vari Agliè e soci si sono adattati o il contrario.. è qualcosa di immenso, è una vita riproposta in pagine.
1. John Ronald Reuel Tolkien - The Silmarillion (Il Silmarillion)
E come poteva mancare? Il Silmarillion è un poema epico, un racconto di vite e morti, di sogni e di speranze, di battaglie sotto le stelle e di amori sotto il sole. Forse non è il libro più bello che ho mai letto - senza dubbio perchè ci sono parti che si contraddicono a vicenda - ma è quello che mi dà più l'idea di come dovrebbe realmente essere un Libro (notare la maiuscola). Mi sono commosso con il Lai di Leithian, mi sono immaginato l'ira di Feanor al furto dei Silmarils.. l'ho riletto dozzine e dozzine di volte, in italiano prima e in madrelingua dopo - e devo dire che ci sono poche cose che ho trovato intellettualmente stimolanti come leggere The Silmarillion in inglese.
giovedì, 03 maggio 2007,20:27
Regolamento:
1. Apri la tua libreria di brani (iTunes, Winamp, Media Player, iPod, etc)
2. Imposta il random
3. Fai partire
4. Per ogni domanda scrivi la canzone che ti è capitata!
5. Quando hai una nuova domanda manda avanti
6. Non imbrogliate e cercate di fare i fighi... scrivete quello che vi capita gente!
Opening Credits: Smashing Pumpkins - Luna
Risveglio: In Flames - Artifacts Of The Black Rain
Primo giorno di scuola: In Flames - Resin
Innamoramento: Dark Tranquillity - In Tears Bereaved
Perdita della verginità: Nirvana - Frances Farmer Will Have Her Revenge On Seattle
Scena di una lotta: Nanowar - Vai Gatto Panceri (BWAHAHAHAHAHAHAH!)
Rottura: Blind Guardian - Nightfall
Promo: Nanowar - Power Of The Power Of The Power Of The Great Sword
Vita: Gli Atroci - I Dieci Metallamenti
Mental Breakdown: Rhapsody - When Demons Awake
Sottofondo mentre si guida: Sting - Walking On The Moon
Flashback: Opeth - Death Whispered A Lullaby
Ritorno insieme: Elio e le Storie Tese - Discomusic O_O
Matrimonio: Morgan - Un Chimico
Nascita di tuo figlio: Mago de Oz - El Santo Grìal
Battaglia finale: Queen - One Vision
Scena della morte: Gamma Ray - New World Order
Funeral Song: Virgin Steele - Invictus (wow)
End Credits: Dark Tranquillity - The One Brooding Warning
mercoledì, 02 maggio 2007,17:05
Ricordo, ricordo, ma cosa vuoi da me? L'autunno
faceva librare il tordo nell'aria àtona,
e il sole dardeggiava un monotono raggio
sul bosco ingiallito dove la bora esplode.
Eravamo soli, lei e io, camminando
sognanti, al vento i capelli e il pensiero.
A un tratto, volgendo a me lo sguardo commovente:
«Qual è stato il tuo giorno più bello?»disse
con voce d'oro vivo, dolce e sonora,
dal fresco timbro angelico. Un sorriso discreto
fu la mia risposta, e le baciai devoto la bianca mano.
- Ah! i primi fiori, come sono profumati!
e come vibra con mormorìo incantevole
il primo sì che uscì dalle labbra adorate!