On Air: Blind Guardian - Noldor (Dead Winter Reigns)

martedì, 31 ottobre 2006,20:52
Voilà! Rieccomi qui, per l'ennesima volta a scrivere. Dopo il breve raccontino su Planescape: Torment che dovrebbe arrivarmi a giorni (originale! non posso giocare e finire Torment taroccato, sarebbe un insulto!) mi prendo un attimo per riassumere gli ultimi giorni.
Anzi, iniziamo spiegando cosa sia Torment ai miei lettori. Torment è un videogioco, un gioco di ruolo uscito (mi pare) nel 1999 in un numero decisamente modesto di copie (circa 400mila, se non erro), venduto solo in inglese e con qualcosa come UN MILIONE di linee di testo. Trattasi di un gioco sullo sviluppo umano di un personaggio, innominato (in tutto il gioco è noto come The Nameless One), privo della sua memoria. Lo "sviluppo umano" implica la ricerca della verità sulla sua essenza, cercando dettagli sul suo passato, scoprendo mille e mille cose circa il suo ruolo in una miriade di eventi, non ultimo la morte della donna amata e di diverse altre dozzine di persone. Fondamentalmente è un gioco basato sui sensi di colpa, sull'angoscia esistenziale, sull'espiazione dei propri peccati, anche se a dirlo così sembra una fesseria. È un gioco che emotivamente coinvolge tantissimo, basato (a differenza del mio altro gioco preferito, Baldur's Gate) sul testo, sulla miriade di scelte che ci portano lungo la nostra strada. Nulla in questo dedalo è lasciato al caso, nessuna azione resta priva di conseguenze. Se vi capita, provatelo.. se vi piglia (e non dovrebbe essere difficile, se vi interessano gli RPG) vi ci attaccherete come cozze.
Poi.. vediamo, domenica sera c'è stata la festa di laurea del DOTTOR Storch! Che spettacolo! Ho rivisto un sacco di gente che non vedevo da una vita (tipo Red e il fratello) e gente che in effetti avrei anche potuto non vedere (Giulia, per dirne una). Ma è stata una cosa speciale.. tutta la sera a chiacchierare del più e del meno col mio fratellone, a raccontarci stronzate e a ridere pensando a scene di vita vissuta e a eventi incredibili che hanno caratterizzato i tanti anni in cui ci siamo conosciuti. Sono tanto contento per lui che ora ha un pò più di libertà dai vincoli dello studio - almeno finchè non passa l'esame di stato (speriamo presto!) e trova lavoro (e non gli ci vorrà nemmeno tanto). Mi viene ancora da pensare a quando ci siamo conosciuti, o a quando, avendo saputo che Martina mi aveva lasciato, ha preso padre e fratello e mi ha raggiunto a Milano per non lasciarmi da solo (e già che c'era, per accompagnarmi al concerto degli Stratovarius).. o ancora a quando m'ha prestato quel cd zeppo di mp3 che mi ha fatto diventare metallaro :) Insomma, che dire.. ancora una volta non posso che ringraziarlo di tutto quello che ha fatto.
Ieri sera poi festa di Fede in un posto in culo ai lupi (però con delle pizze enormi).. Con Raku che stringe sempre di più con le mie amiche (sono contento!) e con casini vari (tipo Giuseppe che viene abbandonato dalla ruota dell'auto in mezzo alla Pontina, o Cos che scorda il regalo a casa).. Insomma, una festa spettacolare! Che bello, ci vorrebbe più spesso.. ma la prossima volta facciamo da me eh!!
Stasera per Halloween ci si vede con Carlo Rob e gli altri per fare il solito casino.. serata NON in maschera, anche per il compleanno dell'altro Dottore (eh sì, anche Carlo s'è laureato, anche se solo alla triennale!), coronata da film (rigorosamente HORROR!), alcool (si spera) e la solita giusta dose di cazzate.. Non vedo l'ora!
Poi vediamo.. domani i miei partono.. Giovedì spero di tornare in reparto un'altra volta, stavolta ne so qualcosa di più di quest'estate, speriamo vada tutto bene! anche se sarà difficile conciliare studio, lezioni e reparto, lo so già! Però pazienza.. alla fine ho tanto rotto le palle al prof di Maio per farmi suggerire dove andare, sarebbe stupido non approfittarne! Psichiatria, arrivooo!!
Uh, mi chiamano, è pronto.
Baci ai pupi e mi raccomando portatevi sempre appresso un asciugamano, non si sa mai!
author: Mishra
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martedì, 31 ottobre 2006,20:05
Un sapore di metallo mi ridesta. Chi sono? Dove sono? Nessun ricordo mi resta.
Il mio nome, la mia professione, la mia vita, tutto è stato cancellato.
Sdraiato su questa fredda pietra, i lacci legati ai polsi, cerco risposte. Ma niente, nulla mi sovviene.
Gli occhi si spostano rapidi, da destra a sinistra, fissando il soffitto. L'odore di putrefazione mi avvolge, ma non mi spaventa nè mi disgusta, come se fosse.. familiare. Il solo rumore che sento sono mille ticchettii, interrotti da lamenti di chi sembra aver perso la propria ragione in chissà quale modo. Ogni tanto sento dei passi che si avvicinano alla stanza dove mi trovo.. ma la porta resta chiusa.
Col timore di scoprire chissà cosa, il mio sguardo si sposta sul mio corpo. Chiudo gli occhi mentre li rivolgo verso il mio petto.. e li riapro su un mare di cicatrici e segni, tanto complessi ed intrecciati da formare parole, frasi, storie nella mia mente. con uno strappo brusco riesco a liberare le mani dai lacci. Strofino le mie ferite, le sento pulsare e gemere sotto il mio tocco. La più grossa, la più vistosa, sembra avere una vita propria, sembra invitarmi a toccarla, sembra quasi sfidarmi a sfiorarla.
Titubante, il mio dito la accarezza.
Dolore, angoscia, rabbia, sofferenza. Tormento.
Brividi squassanti, il cuore che batte all'impazzata. Tormento.
La luce dei Campi Elisi, le fiamme di Baator, il silenzio eterno di Carceri. Tormento.
La legge di Mechanus, il caos primordiale del Limbo, l'immota neutralità di dozzine di dimensioni. Tormento.
La voce di una donna che si spegne nell'oscurità. Tormento.
La voce di un amico che implora aiuto. Tormento.
Occhi di brace che scavano nella mia anima. Tormento.
Una spira che si estende al di sotto di un enorme anello brulicante di vita. Tormento.
La mia essenza, il mio corpo, l'infinità dell'esistenza, tutto mi passa davanti. Secoli e secoli di ricordi, di immagini, suoni, voci, volti.. tutto si confonde mentre il mio corpo grida, mentre il mio spirito urla, mentre tutto quello che resta di me cerca di scoprire ciò che mi manca.
La carne sa di aver sofferto, anche se l'anima non lo ricorda.

Tormento della mente. Tormento del corpo. Tormento dell'anima.
author: Mishra
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domenica, 29 ottobre 2006,14:47
You were so beautiful, like a child, young and full of life.. così iniziava qualla meravigliosa ballata di Alice Cooper che dà il titolo a questo post.
Di donne è pieno il mondo. Ieri ho rivisto la donna che più ho amato, che più amo, e che sempre amerò. Una donna che si offre al mondo intero, che tanti guardano con sguardi sognanti, che troppi desiderano. Una donna altezzosa e nobile, ma allo stesso tempo docile e piacevole, una donna che ho visto quando ero piccolo per la prima volta e che non vedevo più da chissà quanti anni. Una donna di nome Firenze. Trovo indescrivibile la meraviglia di passare da una stradina stretta stretta a una piazza stracolma di monumenti che sembrano sfidare il tempo col loro marmo bianco e verde, trovo altrettanto indescrivibile l'aria che si respira, così diversa da quella di qualsiasi altro posto. Resto ancora imbambolato davanti al Perseo del Cellini come la prima volta che l'ho visto, resto ancora incantato dalla magnificenza della facciata di Santa Maria Novella, tutto come quando ho visitato quelle stesse opere d'arte con amici o compagni di scuola, con genitori o professori.. Non c'è nulla da fare, l'ho sempre pensato e sempre lo penserò, Firenze è la città più bella del mondo (o quantomeno la più bella che ho visitato). Non vedo l'ora di tornare lì, di godere ancora delle infinite meraviglie che nasconde nel suo dedalo di stradine e vicoli, di contemplare ancora le luci riflesse nell'Arno..
author: Mishra
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mercoledì, 25 ottobre 2006,18:21
Aspettando che i segni portino
il primo a cantare
sentito tra tutte queste paure,
impostato su frequenze ignote
così tenta questi fragili demoni,
una grazia divenuta oscura..
Non saprai mai,
Non sentirai mai,
Non assaggerai mai gli abissi della tua disfatta..

Irrompi nei cuori e nelle menti degli uomini
nessuno parla mai
attaccandosi a una menzogna senza fine
trovati senza parole
resto senza parole..


Ancorandosi a una fede andata male,
al dolce tocco del peccato,
non con un gioco di abilità
possono essere perduti i fatti..
Non sottovalutare il tuo caso,
non negare il nostro ruolo,
Non c'è mai,
Non c'è stato mai,
Non ci potrà mai essere libertà dalle nostre catene..

Irrompi nei cuori e nelle menti degli uomini
nessuno parla mai
attaccandosi a una menzogna senza fine
trovati senza parole
resto senza parole..


At loss for words, Dark Tranquillity (Haven)
author: Mishra
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martedì, 24 ottobre 2006,22:20
"Costateresti allora che sbuffando fumo la tua mente si libera delle ombre che contiene. E comunque, ti permette di avere la pazienza necessaria per prestare orecchio senza irritarti a propositi senza senso."
Gandalf
author: Mishra
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lunedì, 23 ottobre 2006,23:34
E come dice Battiato, cerco un centro di gravità permanente.
Per carità, non mi si fraintenda, ho già i miei magnifi punti fissi su cui so di poter contare (le mie adorate amiche e i miei grandiosi amici), però.. boh, sento sempre dentro di me una sorta di vuoto. che sia per il fatto di non avere nessuna che mi ronza più di tanto per la testa, che sia per il fatto di non avere una grandissima vita sociale ultimamente, o per chissà quali altre ragioni, insomma sono sempre qui un pò in spleen, stanco e svogliato. (Qualcuno noterà che io sono in detto stato circa 300 giorni l'anno, ma fa lo stesso)
e boh.. il tempo passa, le ferite si rimarginano, il dolore si allevia.. i ricordi tendono a diventare meno angoscianti e più piacevoli.. però la sensazione di vuoto resta.
mi ricordo le lacrime che piangevo esattamente in questo giorno quasi a quest'ora dopo quel messaggio.. ricordo la sensazione di schifo nei miei stessi confronti che avevo quando pensavo ai miei problemi mentre una persona a me cara soffriva tanto (e a questa persona, dovesse leggere questo blog, voglio dire solo una cosa: ti voglio un bene dell'anima! non fraintendere eh.. sdrush!).
Il tempo è passato, alcune cose sono rimaste, altre se ne sono andate, trascinate via dal fiume delle lacrime, sospinte dalla corrente dei pensieri. Mamma mia quanto è triste questo post..
chiudo qui e vado a nanna che è meglio.
author: Mishra
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domenica, 22 ottobre 2006,21:41
E come ogni sera o quasi, eccomi a scrivere.
Giornata grigia, oggi. Giornata di stanchezza (ho dormito 4 ore o giù di lì, svegliandomi senza alcuna ragione col dubbio di come si traducesse Nemo me impune lacessit, che ho ricollegato solo ore dopo al nick di un amico su msn), giornata di studio, giornata di monotonia dopo la gioia di ieri sera. E i soliti mille pensieri che mi ronzano per la capa (riesco a sentire la loro eco nel vuoto del mio cranio! wow!), la definizione perfetta che ha dato di me una cara amica (stupidamente buono) che continua a tormentarmi da una parte e a farmi piacere dall'altra, l'insicurezza su tante cose, l'ombra che tende ad avvolgermi e a bloccarmi inconsciamente in una dieci cento direzioni..
Ma in fondo non posso dire di star male, via. ci sono cose ben peggiori che potrebbero succedermi. Continuo a studiare psichiatria (mi sono diagnosticato un disturbo istrionico di personalità.. magari ho ragione, oddio), continuo a passare le ore senza uno scopo preciso, magari rileggendo dieci volte la stessa pagina di libro senza che la mente si soffermi mai su quello che gli occhi vedono, continuo a pensare a cose inutili, a momenti privi di senso, a canzoni che ripetono il loro riff nella mia testa pur di non lasciarla completamente priva di pensieri. E poi in certi momenti mi sento come un bambino davanti alla vetrina del negozio di giocattoli: vedo qualcosa di interessante o di stimolante poco lontano, e con le manine lascio la traccia sul vetro sognando ad occhi aperti qualcosa che è al di là della mia portata, ma che se magari dovessi riuscire ad avere potrebbe non essere come me l'aspetto. e insomma resto qui, le braccia al sen conserte, con il tempo che scivola via sulla mia pelle, alla ricerca di qualcosa che non so cosa sia, che non so raggiungere, che non so nemmeno se voglio.
Forse quell'uomo continuerà a cercare una cosa che non tornerà mai più.. da solo, col corpo ferito, continuerà a carcarla per sempre.. fino al giorno in cui lui stesso sparirà..
[tratto da Norma corrotta XXIV, Bastard 22, Kazushi Hagiwara]
author: Mishra
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sabato, 21 ottobre 2006,19:14
Rabbia, paura, ansia, dolore, rimpianti, speranze, rimorsi.
A ognuno dei sentimenti che provo in questo momento so dare un nome.
Rabbia nei confronti di me stesso, per non sapermi mai impeganre a fondo in niente, che sia lo studio o un videogioco, che sia la vita reale o un qualsivoglia stupido pensiero.
Paura per le scelte prese finora e per le condizioni in cui mi hanno condotto.
Ansia al pensiero delle scelte future. Non diceva Heidegger che l'ansia è un sentimento di base, dovuto all'incertezza del futuro? bah, forse mi sbaglio, i miei deliri filosofici non sono più come una volta.
Dolore fisico ma soprattutto morale per tutte le persone che soffrono attorno a me e per le quali non posso fare nulla, per chi soffre per un amore finito e chi per uno che deve ancora nascere, per chi soffre per una perdita e per chi teme di perdere il poco che ha.
Rimpianti e rimorsi per tutte le scelte sbagliate prese al momento sbagliato, o per quelle che non ho preso quando avrei dovuto prendere. Per non aver parlato quando avrei dovuto (ieri, per dirne una) o per aver parlato quando non avrei dovuto (ieri, per dirne una, anche qui!).
Speranze per il futuro, che possa portare un pò di quiete in me, nella mia testa nella mia bocca nel mio cuore. Speranze che magari svaniranno, per dirla in maniera un pò cinematografica, come lacrime.. nella pioggia. (era Roy in Blade Runner. se non l'avete visto, vergogna!). La stessa pioggia che stasera cade su Roma, che bagna le strade, che temo mi accompagnerà anche stasera in auto, che spero possa pulire un pò il mio mondo, sciacquare ciò che vi è di brutto in essa, e che complici le mie amiche (e una tazza di cioccolata calda *_* ) possa darmi un nuovo fiume da guadare, un nuovo mare da solcare.

Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione.. e ho visto i raggi b balenare nel buio alle porte di Tannhauser. e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia.
author: Mishra
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sabato, 21 ottobre 2006,17:00
E se.. alcune cose fossero destinate al fallimento
E se.. alcune cose non sarebbero mai dovute essere?
E se.. qualcuno non capisce mai
E se.. qualcuno non si apre mai
E se.. in qualche modo fossimo diversi?
Anche se non ho mai preteso di aver ragione,
Dammi il beneficio del dubbio..
[...]
Cosa dei tempi in esilio
Cosa delle ore trascorse
Cosa se i contatti sembrano tanto futili?
[...]
E se la guarigione durasse per sempre?
E se il tempo fosse previsto per gli altri?
Quello che resta allora è solo un frammento
E ciò che è rotto non può essere intero,
non può essere intero di nuovo..

- Hours Passed In Exile, Dark Tranquillity
author: Mishra
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venerdì, 20 ottobre 2006,21:15
Sempre citando gli In Flames, rieccomi qui.
Boh, sono un pò in fase di insight stasera, per capire i lperchè di tante cose (vedesi post precedente). Forse non ho voglia di fare questa "mossa giusta", oppure semplicemente non me la sento, o ancora una parte di me razionalmente tende a non volerla fare, forse perchè o la situazione o il momento non sono abbastanza "giusti". Boh.. sfortunatamente non so da dove cominciare, con quale piede intraprendere questo cammino. So solo che da questo punto di vista è stata davvero una giornata ed un'occasione sprecata.. avrei potuto fare qualcosa, dire qualcosa, invece le mie parole erano più rivolte all'aria che altro. peccato, davvero peccato, perchè mi ci rodo le unghie fino ai gomiti a pensare a quanto son stato sciocco. speriamo di trovare un'altra occasione decente a breve termine..
parliamo d'altro.. mi dispiace che al solito le persone attorno a me non passano mai buoni periodi (a parte Fabrizio che MI AUGURO si stia divertendo ora che può!!).. vorrei tanto poter fare qualcosa per voi.. però boh, stasera va così.
buonanotte a tutti..
author: Mishra
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