On Air: Blind Guardian - Noldor (Dead Winter Reigns)

sabato, 30 settembre 2006,15:10
Hey there Lord, it's me
I wondered if you're free
Or not asleep, this just won't keep
It seems I just don't see

Why all the things we asked
Or prayed would come to pass
Have gone unheard, like silent words
That slip into the past

Cause Lord they're not schemes,
Can't you tell dreams?
Why do you let them slip by
Never even tried

It isn't you don't hear
There's far too many tears
Or can't you feel, are we unreal
To one who knows no peers

You say we must pay dues
But still I am confused
I need to walk and with you talk
Instead of to statues

For Lord they're not schemes
Can't you tell dreams
Why do you let them slip by
Never even tried

You take all the fame
But who'll accept the blame
For all the hurts, down here on earth
Unnecessary pain

For surely you must care
Or are you only air
Built in out minds, when we're in binds
And never really there

And can we be tired of you
Is that something that we're allowed to do
For even the blind change their view
And it's time we tried something new

And so I pled my case
I'll now pull my escape
Didn't mean to doubt, what it's all about
Seems I forgot my place

But if you find the time
Please change the story line
Or give a call, explain it all
I'll even leave the dime
author: Mishra
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sabato, 30 settembre 2006,11:31
Che brutta, brutta sensazione è quella di sentirsi solo.
Non so cosa sia.. Non è voglia di stare con qualcuno, non è voglia di baciare una persona, nè di stare in compagnia.. Solo che boh, mi manca la sensazione di sicurezza, la sensazione di calore di un abbraccio. Mi mancano tante cose..
Quanto sono stupido.
author: Mishra
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venerdì, 29 settembre 2006,11:37
Voilà, rieccomi.
Che palle! Sto studiando in una maniera indescrivibile.. per un esame in cui se va tutto bene al massimo penso di poter prendere un 18! Che sfiga.
Ieri è stata una giornata positiva.. Sono uscito nella mattina per andare al ristorante giapponese con Raku, Silvia & Cosetta, Fulvia & Flavia e Agnese.. dopo una lauta pappa ci siamo recati in piazza Santa Maria Ausiliatrice a Testaccio dove abbiamo preso un gelatone.. e poi ho avuto una delle mie tante e solite epifanie sul mio passato, quando ho ricollegato quella piazza ai concerti che facevamo con Camporeale ai tempi delle medie, alle risate della Grande banda dei piccoli folli.. aaaah che bei tempi.
Poi dopo un pò di ciarlare inutile (e di conseguenza divertente, indi utile.. oddio che paradosso) abbiamo sgombrato il campo e son tornato a casa (ciao Mila! che buffo incontrarti!).. e poi appena arrivato a casa giù a studiare per ore e ore e ore e ore (sì, circa 4 ore, infatti), poi cena, House, e ancora a studiare. *sob*
E poi i soliti sogni.. in cui incontri chi non dovresti incontrare, in cui ti poni domande che restano fino al risveglio, che al solito mettono in dubbio le cose su cui credevi mettendole sotto un'altra luce.
e come si diceva ieri con un'amica.. cos'è la verità? non esiste una realtà, a mio avviso, esistono solo interpretazioni.. un esame di laboratorio può essere diverso a seconda di chi lo legge, un messaggio può avere un significato o un altro in funzione del tono che immaginiamo il nostro interlocutore abbia, persino un passo può essere normale per noi e veloce o lento per chi ci guarda. ogni tanto, tuttavia, appare un qualche barlume di questa detta "verità".
qual'è la mia verità al momento? che sono decisamente confuso.. Vorrei davvero sapere tante cose.. ma penso che resteranno dubbi su cui logorarmi per ancora tanto, troppo tempo.

A face of nothing, to never see
As blind as free..
Everything I want is in the end of this
Everything I need will be the end of me..

(My Negation, Dark tranquillity)
author: Mishra
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mercoledì, 27 settembre 2006,15:31
Bah, l'esame è andato male.. ho preso 15 allo scritto, lunedì ho l'orale, per cui sta settimana mi tocca stare ancora di più in casa a studiare.. come se ne avessi voglia..
Alle volte penso che se in futuro dovessi tornare con la mente a questi giorni forse mi verrebbe quasi da ridere.. Ma fatto sta che adesso come adesso non solo non mi viene da ridere per un cazzo, ma allo stesso tempo mi sento davvero, davvero depresso. Vabbè, ho perso già abbastanza tempo, vado a prendere un caffè e mi metto a ripassare batteri vermi ed affini.. immagino già con quali risultati.

PS: no, non sono depresso per altro.. è solo che sinceramente nonostante tutto avrei preferito prendere un (misero) 18 e verbalizzare tranquillo, oppure essere bocciato e via. così invece mi ritrovo a dover prolungare quest'agonia per un'altra settimana.. che schifo di situazione..
author: Mishra
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martedì, 26 settembre 2006,23:30
BAH! È la sola cosa che io possa dire stasera.
Penso di non essermi MAI incazzato tanto quanto stasera.. beh, sì, forse una volta l'anno scorso, sempre per una ragione simile.. Insomma, che dire? col senno di poi, forse mi viene da dire che è stato un bene e che certe cose avrei dovuto dirle ai tempi.. vabbè, se ne riparlerà in futuro. (tanto penso che la persona in questione non passerà mai da queste parti!)
A parte questo.. Domani c'è questo stramaledetto esame, non vedo l'ora di togliermi anche questa spina dal fianco.. me lo toglierò davvero tra l'altro? boh!! speriamo bene anche per questo..
Che altro? bah, le cose procedono sempre nello stesso, identico, noioso modo.. speriamo di avere qualche novità in questi giorni, speriamo che fatto st'esame riesca ad avere qualche giorno per uscire con chi mi piace e pare, insomma speriamo che N cose si sistemino!
Vabbè.. al ritmo di qualcosa dei Genesis (penso che ascolterò Selling England by the pound come al solito) me ne vado a dormire.. e per domani, per tutte le altre cose in cui spero di riuscire e via dicendo, solo tre parole: VICTORY IS MINE!
(che poi penso che solo due o tre persone capiranno che vuol dire)

PS: oh, nessuno ha notato le mie doti di brillante enigmista eh? sono davvero un figo!
author: Mishra
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martedì, 26 settembre 2006,00:28
A voi: le riflessioni della mia mente malata ebbra di alcol e tabacco, dopo una serata passata a guardare Dr. House Medical Division e a chiacchierare D'Amore, Di Morte E D'Altre Sciocchezze, direi Quasi Come Dumas. Insomma, tante domande si affollano nella mia mente - penso che un pò tutti i miei fedeli lettori (superiori alla massa per forza, altezza di spirito e disprezzo) sappiano di cosa parlo.
Fatto sta che da qualunque parte io mi giri, continuo a vedere una grande, enorme confusione.
Un'unica cosa mi pare chiara: non è una bella condizione, affatto! Anzi, potrebbe ancora peggiorare secondo me.. ad esempio ricordando che dopodomani ho un esame che vedo abbastanza traumatico..
La cosa che più mi lascia basito è la mia completa incapacità in questa situazione di riuscire a "mettere a fuoco" le cose che reputo importanti.. o mi manca la voglia, o la forza, o comunque la coerenza che dovrei avere in questi momenti.
Vorrei - e sottolineo, vorrei ARDENTEMENTE - che questo periodo passasse: lo scrivevo l'altro giorno, non vedo l'ora che riprenda l'uni, anche se svegliarmi prima dell'alba ogni giorno sarà traumatico.. ma in fondo così facendo rivedrò tutta quella massa di cazzoni cui tengo tanto (ovviamente in senso affettuoso!!)
Insomma, si dice che andando verso dicembre le giornate si fanno più brevi.. Vorrei tanto poterlo confermare!! Qui sembrano andare sempre nello stesso stramaledetto modo, sempre con la loro tremenda lentezza, senza che una singola novità porti un pò di luce qua dentro le mura di questa casa.
Ancora quanti giorni, quousque tandem, dovrò aspettare per avere un misero raggio di sole, per avere un attimo di relax completo, per avere a moment's startling glimpse of Siena-burnt tranquillity? Ah, i dolci dilemmi di noi iperborei, di noi Übermenschen, di chi di questo mondo conosce e odia la triste ed inutile parvenza e di chi sa che non c'è bene e male, non c'è paradiso o inferno, ma solo la verità. Ancora una volta, I starve myself for energy.. e per concludere con la millesima citazione di questo post: mi copro col mantello il capo e più non sento, e mi addormento, mi addormento..
author: Mishra
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lunedì, 25 settembre 2006,12:58
E che palle, porco diavolo!! L'esame che avrei dovuto avere domani è stato felicemente spostato a mercoledì.. un giorno in più di stillicidio, uffa! e soprattutto un giorno in meno di vacanza (come se stessi facendo chissà quali megavacanze, peraltro).
Fuori diluvia, March of the Minis ovviamente non funziona, ho praticamente finito tutto il tabacco che avevo in casa, che altro? Boh.. Che palle.. spero che queste giornate così ricche di sole passino presto..
author: Mishra
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lunedì, 25 settembre 2006,10:38
Words like violence, break the silence
Come crashing in into my little world

Painful to me, pierce right through me
Can't you understand, oh my little girl

All I ever wanted
All I ever needed
is here in my arms
Words are very unnecessary
They can only do harm


Vows are spoken to be broken
Felling are intense, words are trivial

Pleasures remain, so does the pain
Words are meaningless, and forgettable

All I ever wanted
All I ever needed
is here in my arms
Words are very unnecessary
They can only do harm


Enjoy the silence
author: Mishra
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domenica, 24 settembre 2006,17:12
Solo una rapida frasetta (si fa per dire), tratta dalle prefazione di un libello che ho letto riletto e studiato fino all'inverosimile:

"Solo il dopodomani mi appartiene. C'è chi nasce postumo. Le condizioni per cui mi si capisce, e mi si capisce quindi necessariamente, le conosco fin troppo bene. Bisogna essere integri fino alla durezza per sopportare nelle questioni spirituali la mia serietà e la mia passione. Si deve essere avvezzi alla vita sulle montagne, a vedere al di sotto le meschine ed effimere chiacchiere della politica e dell’egoismo dei popoli. Bisogna diventare indifferenti, senza mai chiedersi se la verità sia utile o fatale per qualcuno… Una predilezione della forza per domande che nessuno ha oggi il coraggio di porre; il coraggio del proibito; la predestinazione al labirinto. Un’esperienza fatta di sette solitudini. Nuove orecchie per una nuova musica. Nuovi occhi per ciò che è più distante. Una nuova coscienza per verità finora rimaste mute. E la volontà per l’economia in grande stile: mantenere la propria energia, il proprio entusiasmo… Il rispetto per sé stessi; l’amor proprio, la libertà illimitata in relazione a se stessi…
Ebbene! Solo costoro sono i miei lettori, i miei veri lettori, i miei lettori predestinati: che importanza ha il resto? Il resto è soltanto l’umanità. Si deve essere superiori all’umanità. Si deve essere superiori all’umanità, per forza, per altezza d’animo - per disprezzo…"

Friedrich Wilhelm Nietzsche, L'anticristo
author: Mishra
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domenica, 24 settembre 2006,15:44
La nuvola di polvere nell'aria portava con se il lamento di chi, in quel deserto, si era perso prima di me. Per chilometri, intorno a me, solo sabbia, lanciata lontano dalle raffiche di vento . Con ogni frustata, con ogni istante in cui lo scudiscio dell'aria sibila su di me, sento che parte di me scompare. Forse la razionalità, forse la speranza; ogni volta che l'austro mi sospinge la sabbia addosso, ogni volta che la sabbia sferza sul mio volto, mi ripeto che sono stato uno sciocco a sperare di trovare qualcosa in questa valle di lacrime.
Sono partito ormai da una settimana, carico come chiunque voglia attraversare questo mare di nulla, con litri di acqua, bussola, carta, con un rudimentale giaciglio, con quel poco che mi dovrebbe servire - che mi sarebbe dovuto servire - nel trovare quel mistero di cui si parlava. Qualcuno l'ha chiamate Arcadia, qualcuno Eden, nessuno ha mai saputo esattamente nè cosa fosse nè dove fosse; si parla di creature misteriose, di serpenti con le ali, di effigi fiammeggianti nelle notti di luna piena, di pegasi e unicorni.. Seguendo chissà quale sogno, quale bizzarria della mia mente sono partito, solo come sono sempre stato, verso questa meraviglia ignota, in un viaggio di cui conosco la meta ma non la rotta. A tenermi compagnia non c'è nessuno, solo i ricordi del passato, di volti persi nel tumulto delle guerre, di grida accompagnate dal clangore delle spade. Un istante di gioia tubato dal frastuono della cannonata, dallo stridore della magia alchemica nell'aria, dall'acredine dello zolfo che si leva dalle fiamme. E poi solo silenzio.
Quanti anni avevo, nove? Già. Avevo nove anni la prima volta che sono morto, la prima volta in cui ho visto il mondo crollarmi davanti, quando ho visto i miei genitori morire, quando ho visto i miei amici soffrire come me, quando gli ignoti che venivano dall'occidente mi hanno rapito e portato con loro. E nelle notti in cui loro gozzovigliavano, ebbri di vino e di rum, ho scoperto che, probabilmente, non ero ancora morto abbastanza: ricordo le frustate, le risate di scherno, la violenza senza senso, ricordo il macabro piacere dei loro stregoni che tormentavano il mio corpo per ora per poi ricucirlo, lasciando cicatrici solo nella mia anima, cicatrici indelebili che mai il tempo potrà cancellare.
Non so per quanto tempo ho dovuto sopportare, per quanto tempo sono stato vittima delle loro violenze, dei loro stupri; non so per quanto tempo sono stato trattato come un animale scomodo, come un essere inutile su cui sfogarsi, su cui rovesciare con la violenza le proprie paure, le proprie debolezze. E quando, terminate le loro razzie, vollero vendermi come schiavo a uno stregone, ricordo la paura, la speranza di un mondo migliore, il sogno di riuscire a vivere una vita degna di questo nome.
Il primo ricordo del mio padrone è quello peggiore: il momento in cui mi marchiò, incidendomi una X sulla fronte, come per indicare che ero una sua proprietà. Nonostante il dolore sofferto, nonostante mi continuassi a sentire morto dentro, ho imparato molto dal mio nuovo padrone.. Ho imparato a leggere e scrivere per aiutarlo nelle se faccende, ho imparato a servirlo con l'attenzione che desiderava e progressivamente ad allontanarmi dal suo giogo. In punto di morte, dopo alcuni anni di servizio, mi chiese di fare quello che lui aveva sempre sognato di fare: cercare quella terra di mistero che qualsiasi mago aveva sempre desiderato visitare. "La Città Eterna", era solito definirla. Con mille nomi la chiamava, Tanelorn, Arcadia, Eden, Ysgard, la città dall'ombra d'oro, la meraviglia più segreta della terra. Troppo tardi aveva scoperto l'ubicazione della meta di tutta la sua ricerca, quando ormai l'età l'aveva consumato, rendendolo schiavo delle droghe e dei macchinari. "Và - mi disse - trova la Città Eterna per me.. vivi la vita che il destino ti ha negato finora".
Senza nulla in tasca, senza niente nella mano, sono partito, ho intrapreso un cammino di dolore, ho attraversato i sentieri che portano nel buio del mondo, là dove gli abitanti del sottosuolo non sanno cosa sia la luce. Ho strisciato con i vermi, ho cacciato insieme ai leoni, ho ululato alla luna insieme ai lupi, ho attraversato il mare appeso al dorso dei delfini, e ora sono qui, nel nulla più assoluto, circondato da ettari ed ettari di sabbia, con la luce che mi abbaglia e che brucia la cicatrice che ancora porto sulla fronte.
Con ogni passo sento le forze venirmi meno, sento che ormai non solo la speranza di riuscire mi sta abbandonando ma anche la vita. L'acqua è quasi finita, il cibo anche. Cado per terra, in preda alla disperazione, in preda al dolore. I miei occhi si chiudono mentre scende la sera.
Una luce mi appare in lontananza, la vedo avvicinarsi, vedo una forma che inizia a comparire, vedo il colore dell'oro riflettersi sulle pareti delle mura. Eccola qui, finalmente, dentro di me, il paese delle meraviglie che ho desiderato, che ho sognato.. la pace eterna per me e per il mio dolore. Non sento più nulla, non il calore della sabbia, non il fruscio del vento.. solo una sensazione di pace, un lampo di quiete, un istante di serenità. Eco qui la mia Arcadia.. porta via il mio dolore, fammi respirare l'aria del paradiso,  il profumo di una donna, fammi ricordare i lsorriso di chi ho dimenticato.. dammi un'altra vita..
author: Mishra
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